lunedì 2 ottobre 2017

Background - Alleanze (Parte 9/??)

1336, Primavera, Fioritura del Ciliegio

Per un inverno e per una primavera la pietra tentò di uccidere la sua portatrice. Avvelenava l’acqua che beveva e quella in cui si immergeva, rendeva rancido ciò che mangiava, scompariva - per ricomparire in luoghi pericolosi. Il suo colore, da brillante che era, assumeva ogni giorno una sfumatura sempre più simile al nero fumoso del carbone e delle piume dei corvi. Sussurrava ogni notte parole maligne.
Durante gli ultimi scampoli d’inverno la sentiva ticchettare come un esserino - nè un rettile, nè un uccello- pronto ad uscire dal suo guscio d’uovo.
Il male soccombette ad un pomeriggio rosa di fiori di ciliegio.
L’uomo che uscì dalla pietra aveva i capelli candidi come la neve, occhi grandi come gli abitanti delle terre del tramonto, ma rossi. Era giovane e completamente nudo. Era nero come il legno d’ebano più puro.

Al contrario delle cameriere, la Concubina non perse la calma; non c’era in lei il minimo interesse carnale nello studiarne la muscolatura o i bei lineamenti. Era più che altro una curiosità indecisa, come se sapesse di trovarsi sul limitare di un mondo nuovo che quel Corvo dai capelli di neve le prometteva senza saperlo. Era immerso nella confusione di trovarsi in un posto sconosciuto, circondato da signorine della servitù che lasciata cadere la biancheria a passi troppo piccoli si agitavano attorno a lui e urlavano all’allarme in una lingua che per lui doveva essere composta da niente più che strani versi cinguettanti.
Coperta dal proprio ventaglio e dalle proprie maniche, la Concubina ebbe l’accortezza di non farsi vedere in volto da quello strano Corvo Nero - una trovata che salvò l’onore a lei, la vita a lui. Fermò le cameriere in tempo, dato che avevano iniziato a percuoterlo con i bastoni che avevano a portata di mano: piccoli ombrelli di bambù e le scope di saggina: erano terrorizzate, poverette. Diede l’ordine di farlo portare via dai suoi occhi, piena d’orrore, e di farlo rivestire immediatamente.

Quindi, di farlo rinchiudere, in attesa del suo giudizio.

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