martedì 3 ottobre 2017

Background - Alleanze (Parte 10/??)

[Parte seconda]

La Concubina era stata abituata fin da ragazza a parlare al di là di un paravento, ma così non doveva essere per il suo misterioso ospite; percepiva il suo disagio pur senza vederlo in volto e, in qualche maniera, la cosa la divertiva malignamente: in fondo le aveva procurato non pochi fastidi, e mantenere in lui una certa ansia la ripagava un po’ delle scuse che aveva dovuto portare a suo marito, tramite la veneranda Madre, la prima Sposa Lan Bao Guo e di fronte alla sorellanza che presiedeva il gineceo della casa.
Si era dovuta inginocchiare, il naso premuto sul pavimento, molte volte: che il suo ospite fosse nervoso era il minimo, per quell’umiliazione cocente. Ma come tutti i divertimenti, anche quel sollazzo doveva finire presto.

- Non capisco, parlavi la mia lingua fin dal’inizio?
- Non molto bene, straniero. In questa villa non c’è nessuno, a parte me, che dica di conoscere il tuo idioma.

Il Corvo scalpitava dall’impazienza: lo vedeva dal sottile movimento delle dita sulle ginocchia dietro la carta da riso, dalla sua postura curva, dal suo tono di voce commisurato e teso.

- Cosa volevano da me, quelle donne? Perchè sono stato esaminato come un animale?

La  Concubina pesava ogni parola ed in questo ne approfittava per studiare lui - sapendo che sarebbe stata studiata di rimando. Percepì, ma sottovalutò, la determinazione e l’intelligenza del Corvo; ne valutò invece la gentilezza, e vi trovò una qualche forma di eleganza spicciola e brusca a cui doveva probabilmente gran parte del suo fascino; molte cameriere già sussurravano e lei doveva impedire ogni pettegolezzo.

- Giudicare te e il motivo della tua venuta. Capire cosa fare di te, straniero. Hai portato molto scompiglio in casa, uscendo dalla tua prigione d’opale.
- E tu mi hai difeso.

Capire che la consapevolezza fosse giunta al cuore dello straniero nero la fece bruciare di vergogna. Se avesse potuto, avrebbe dato fuoco alla carta da riso per strangolare quel Corvo oltraggioso e insolente. S’irrigidì un poco, e seppe che lui lo poteva aver notato: quando tornò a parlare, lo fece con rigido e femminile orgoglio.

- Ho detto loro che avevo incantato e pregato i Kami del cielo perchè mi fornissero un valido aiuto per il mio Signore, per le sue battaglie e contro i suoi nemici.
- E ci hanno creduto?

A questo, la Concubina non rispose subito; non era necessario che il Corvo sapesse nulla più del necessario degli affari di famiglia. Non era necessario che sapesse che la prima moglie Lan Bao Guo era verde di bile per i suoi piani fallimentari, che il Signore che lei diceva di voler difendere aveva i nemici che dormivano sotto il suo stesso tetto. Non era ancora tempo, per la Concubina - che aveva sottovalutato anche la sensibilità del Corvo, oltre la sua percezione.

- Non è necessario far credere alla verità, straniero. Così è. Sei stato accolto come il mio ki-ni-iri
- … che sarebbe?

La Concubina spinse verso di lui, attraverso la sottile apertura sul pavimento oltre la porticina che faceva loro da tramite, il piatto di polpette di riso e di alga nori che avrebbe costitiuto la cena del Corvo, prima di rispondere.

- Nella tua lingua, credo si dica: famiglio.

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