mercoledì 27 settembre 2017

Background - Militanza (Parte 4/??)

1330 - Estate, Obon Matsuri [Parte Prima]


Era una fanciulla di diciassette anni nel fiore della sua bellezza quando un soldato assetato venne a morire ai suoi piedi, mentre faceva il suo bagno alle cascate nel bosco; era solo e febbricitante e come un lupo ferito era stato lasciato indietro dal suo branco.

Chiuse gli occhi, e raggiunse i suoi compagni di vedetta; chiuse gli occhi, ed esplorò le sue tende; chiuse gli occhi, ed osservò i drappi e gli stendardi; chiuse gli occhi e conobbe il suo generale, un uomo avanti con gli anni, la mascella larga, l’elmo a forma di luna tricorna - la spada lorda del sangue dei suoi nemici - per quante volte possa strofinare, non tutte le macchie possono essere pulite.

Portò da bere al soldato, lo fece stendere al fresco, sussurrò parole perchè l’Onda lo guarisse. Nel suo eremo, lo fece riposare con la testa sulle sue ginocchia e l’orecchio alle cicale, proteggendolo sotto la zanzariera.
Era stato rapito dai nemici, in quanto figlio del capo e generale Yamashita; ma il sangue che correva nelle sue vene non era puro, non era un buon ostaggio e lui stesso non era disposto a rivelare i piani e i movimenti del suo comandante. L’avrebbero ucciso, se non fosse scappato: non tanto perché avesse cara la vita quanto per riferire le preziose informazioni che da prigioniero aveva recepito.
In due giorni di convalescenza, in un soffio di vento e magia, lo riportò al suo accampamento poco più a valle.
I soldati accolsero Ren come si fa con gli Oni e gli spiriti spaventosi: una mano alla spada, l’altra al petto; veniva però con il figlio del generale e parlò per lei, ed entrarono nella sua tenda di broccato e discuterono a lungo di quello che si doveva fare.

Chiuse gli occhi, ed era a valle, tra gli stendardi dei nemici che preparavano loro un agguato. Osservò i loro piani, osservò le loro lettere, osservò la strada che si preparavano ad intraprendere.

Il comandante Yamashita Iwao si inginocchiava ai suoi piedi, le prometteva oro e gioielli se avesse voluto aiutarli; a corte, prima, a casa sua poi, come sua legittima sposa. Ren aiutò il Clan Yamashita a reagire all’agguato che il Clan Hojo, che fino ad allora si era chiamato loro alleato, aveva preparato per loro.
Vinsero quella battaglia senza alcuna perdita, e mentre i soldati ringraziavano gli Otto Milioni di Kami, Iwao Yamashita ringraziava Ren, che ricordò lui le sue promesse.
A Ren non interessavano oro e gioielli, ma accettò lo stesso.

Ren voleva incontrare l’imperatore.

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