Yamashita Iwao mentiva; non l’avrebbe portata dall’imperatore ma dallo Shogun, e si vantò come si fanno gli uomini delle sue prodezze militari e guerresche ed ottenne i complimenti di rito; sfoggiò Ren come se non fosse altro che un grazioso talismano, raccontandogli di come gli avesse predetto la feroce vittoria contro i traditori del Bakufu di Gifu. Lo Shogun le usò rispetto e la trattò come una gemma preziosa, e quella notte inviò un bel ventaglio in dono alla nuova Concubina del daimyo di Sudaiko.
Yamashita Iwao era un bugiardo, un serpente con due lingue: nella sua casa a Odaiko una sposa legittima c’era già: Lan Bao Guo era una delle ultimi discendenti della dinastia regnante di T’u Lung, sangue nobile e magico nelle vene, un fascino languido negli occhi feroci. Trascinata via in catene quand’era bambina dal padre di quel demone maligno che sarebbe diventato il suo sposo, promessa in moglie come dono di guerra in una lingua che non conosceva, il corpo insozzato dalle mani del barbaro che osava chiamarla Signora. Aveva per lui dato alla luce un figlio maschio: Fu Qiang Guo, poi chiamato dal padre Koichi.
Lan odiava con tutte le sue forze quel verme di Yamashita Iwao, ma non aveva nulla contro la giovane donna che si era portato a casa, che anzi aveva salvato la vita all’unico motivo per cui accettava quell’esistenza di umiliazioni, Fu Qiang.
Riconosceva il potere magico che scorreva nelle sue vene come simile al suo, anche se molto meno potente; riconosceva che ella se mai avesse avuto un figlio maschio sarebbe potuta divenire un rischio non tanto per la sua posizione (era agiata, ma vi avrebbe rinunciato ben volentieri, per vedere completa e soddisfatta la sua vendetta!) quanto quella di Fu Qiang, che non aveva mai trovato il completo favore del padre, per non parlare del rispetto. Il veleno che somministrava però a Iwao Yamashita e le arti magiche e sensuali con cui comunque lo teneva legato a sè sarebbero bastati però ad assicurarsi l’unica linea di discendenza fino a che il vecchio bastardo non fosse morto.
E chissà, per allora la ragazza avrebbe perfino potuto trovare una qualche utilità.
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